Avviata la raccolta nei corileti: i primi dati della Fondazione per l’Istruzione Agraria in Perugia sottolineano l’importanza della scelta varietale, delle cure agronomiche e dell’uso di tecnologie per ottimizzare ogni fase del ciclo produttivo

La corilicoltura sta vivendo una stagione di rinnovato interesse e nuove opportunità di sviluppo, anche se in questi ultimi tempi capita spesso di leggere le apprensioni di quanti operano nelle zone tradizionali del nostro Paese, come Piemonte, Lazio e Campania. Non mancano i dati preoccupanti che giungono dalla Turchia, maggior produttore mondiale del settore.
Per mitigare il pessimismo che affligge molti produttori merita di essere conosciuto il risultato, anche se ancora parziale, ottenuto dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria nei terreni di Casalina di Deruta (Pg).
Raccolta e tecniche colturali
Nella settimana dal 25 al 29 agosto 2025 è stato effettuato il primo passaggio di raccolta delle nocciole della varietà Tonda Francescana®, ben conosciuta per le sue ottime caratteristiche organolettiche e per la sua elevata produttività. Il risultato rappresenta un importante segnale sulla possibilità di rendere redditizia la corilicoltura in Italia, a patto di adottare opportune tecnologie e pratiche agricole di precisione.
I risultati del primo passaggio di raccolta, su 28 ettari di superficie complessiva, hanno mostrato produzioni di 995 chilogrammi per ettaro nella piantagione all’ottavo anno di età, 675 chilogrammi per ettaro in quella al sesto anno e 453 chilogrammi per ettaro in quella alla quinta foglia. Numeri di rilievo che superano le migliori aspettative in riferimento ai tradizionali giovani noccioleti.
Il secondo passaggio di raccolta, previsto tra circa una decina di giorni, potrebbe essere l’ultimo utile per questa stagione, grazie alla caratteristica di precoce e contemporanea caduta dei frutti della varietà. In questa prossima occasione si stima un quantitativo più o meno identico o, al massimo, leggermente inferiore rispetto a quello appena concluso, risultato che conferma così l’importanza di pianificare in modo preciso le cure necessarie per l’intero ciclo colturale e di agire tempestivamente per massimizzare la resa complessiva. Già i primi dati indicano come la Tonda Francescana®, se coltivata con cura e seguendo protocolli agronomici avanzati, possa garantire produzioni costanti e più che soddisfacenti.
I risultati ottenuti dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria hanno dimostrato che oggi è possibile e necessario coniugare scelta varietale e innovazione tecnologica. Le pratiche agricole applicate nel caso in esame seguono una logica di precision farming che punta a ottimizzare ogni fase del ciclo colturale per migliorare la resa e la qualità delle nocciole, oltre a contenere l’impatto ambientale.

Di seguito e nel dettaglio le principali tecniche adottate, fermo restando la scelta fondamentale della varietà Tonda Francescana® e la precisa conoscenza delle sue fasi fenologiche.
Innanzitutto la coltivazione specializzata è a fusto singolo, particolarmente adatta all’impiego delle macchine, sia di quelle per la raccolta che delle altre attrezzature impiegate nelle cure colturali.
Si sono utilizzati sistemi satellitari per il controllo dello stato delle piante e delle risorse idriche che permettono di rispondere tempestivamente alle necessità colturali. I dati rilevati vengono integrati e confrontati con le rilevazioni provenienti sia dalla stazione meteo del campo, sia dalle sonde che misurano l’umidità del terreno, garantendo un controllo continuo e affidabile. Inoltre c’è la possibilità di confrontare direttamente le condizioni ambientali reali e quelle rilevate da remoto, affinando così l’accuratezza delle strategie irrigue e nutritive.
Poi la fertirrigazione sotterranea, con somministrazione di acqua e nutrienti direttamente a livello del sistema radicale, riduce gli sprechi e promuove una crescita equilibrata con benefici sia economici che ambientali.
Infine la lotta integrata è implementata con prodotti biologici stimolanti, funghi antagonisti e nutrienti naturali, sempre in una logica di prevenzione per coprire il periodo che va dalla fioritura femminile fino a poco prima della raccolta. Questo approccio minimizza l’uso di sostanze chimiche, rispettando la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare.

Le osservazioni in campo durante l’intero ciclo vegetativo hanno messo in evidenza l‘assenza del fenomeno della cascola anticipata che invece ha severamente colpito vasti areali di produzione a livello nazionale. È certamente presto per tirare delle conclusioni su questo drammatico evento, ma sarà interessante vedere se nei prossimi anni l’approccio colturale finora adottato si confermerà una valida strategia di gestione contro questo fenomeno.
Potenzialità per la corilicoltura
Il successo del primo passaggio di raccolta è la prova concreta che l’impiego combinato di varietà di pregio, tecniche colturali specializzate e tecnologie innovative, può trasformare la corilicoltura in una fonte stabile di reddito per gli agricoltori italiani e non solo. L’adozione di queste metodologie consente di superare alcune delle sfide storiche della coltivazione del nocciolo, tra cui la variabilità produttiva, gli aspetti della difesa e la vulnerabilità agli stress climatici. Il controllo capillare delle condizioni agronomiche e ambientali permette anche di migliorare la qualità del prodotto, valorizzando la Tonda Francescana® nel mercato nazionale e internazionale.
L’esperienza umbra insegna che oggi la coltivazione del nocciolo non è più un’attività da portare avanti con le abitudini dei nostri avi, ma sta diventando un settore redditizio e sostenibile che, grazie all’applicazione delle più moderne tecnologie agricole, consente di recuperare in pochi anni i costi degli investimenti iniziali, peraltro nel caso dell’Umbria già parzialmente recuperati grazie alle provvidenze della filiera corilicola regionale.
L’auspicio è che sempre più produttori si avvicinino verso i modelli colturali innovativi, creando nuove filiere di qualità con un forte radicamento sul territorio e una vocazione verso l’eccellenza ambientale e produttiva. L’imminente secondo passaggio di raccolta sarà un ulteriore banco di prova dal quale attendersi conferme sul potenziale produttivo della varietà e sulla validità delle tecniche agronomiche adottate.